Angeli musicanti alla cappella di Rosslyn

Durante gli ultimi mesi trascorsi all’Università di Edimburgo ho passato molto tempo fra i muri della biblioteca, sommerso da manoscritti e vecchi libri polverosi. Non pensavo, però, di imbattermi in bellissimi esempi di iconografia musicale tardo medievale durante una visita di piacere alla cappella di Rosslyn, poco fuori dal centro città .

Ogni elemento dell’edificio è finemente scolpito su pietra, dai bassorilievi a muro raffiguranti la vita di Cristo, al soffitto decorato con centinaia di fiori e stelle. A lato delle finestre e al di sopra delle colonne troviamo degli angeli nell’atto di suonare diversi strumenti musicali.

Fotografare l’interno della cappella è vietato, ma esiste un breve articolo di Lyndesay G. Langwill sul Galpin Society Journal che mostra 9 foto con relativa descrizione.

Questi scatti riprendono solo le sculture che si trovano all’interno, ma esternamente, a lato di alcune finestre, sono visibili altre figure di angeli musicanti. La loro posizione esposta alle intemperie dell’umido clima scozzese non ne ha favorito la conservazione e risulta difficile stabilire con certezza quali siano gli strumenti raffigurati.

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Fig.1 – Angelo con ciaramella

Nella figura 1 possiamo riconoscere, anche se molto stilizzata, la forma conica tipica della ciaramella, in inglese shawm. Questo strumento aerofono ad ancia doppia era ancora utilizzato in ambito colto nel Rinascimento; la collezione di strumenti di Enrico VIII di Inghilterra ne contava ben 30. Nel Barocco sono state gradualmente soppiantate dall’oboe a causa della limitata possibilità di variare l’intensità del suono per via della sua imboccatura. L’ancia, infatti, sfrutta come camera d’aria la cavità orale del musicista (ancora oggi si può vedere osservando i suonatori di zurne arabe), mantenendo una pressione costante. Particolare che la differenzia dall’oboe barocco, è la presenza della pirouette, un piccolo pezzo di legno tornito all’estremità superiore dello strumento, nel quale viene inserita la doppia ancia per facilitarne l’imboccatura interna.

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Fig.2 – Ciaramelle, ‘Sintagma Musicum’, Michael Praetorius, tavola XI

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Fig.3 – Angelo con cornetto.

Un altro angelo (fig.3) suona un cornetto, un aerofono in due parti di legno scavate ed incollate assieme, che sembrerebbe coincidere con la forma ricurva. Anche di questo strumento abbiamo testimonianza della sua presenza nella collezione di Enrico VIII di Inghilterra, 5 cornetti. Generalmente venivano realizzati di forma ottagonale e rivestiti di pelle per tenere salde le due parti e coprire i punti di giunzione. E’ uno strumento ad ancia labiale e ha un bocchino tornito da un pezzo di avorio o di legno. Questo strumento richiede una particolare abilità esecutiva da parte del musicista; i fori per le note presenti lungo la canna rendono più difficile ottenere note pulite rispetto ai più recenti sistemi a valvole.

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Fig.4 – Cornetti, ‘Sintagma Musicum’, Michael Paretorius, tavola VIII.

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Fig.5 – Angelo con liuto suonato a plettro o mandola

L’ultima scultura presenta un cordofono a cassa piriforme, probabilmente suonato a plettro, in base alla posizione della mano. Purtroppo è possibile solo immaginare quale fosse lo strumento in questione basandoci su altre fonti dello stesso periodo. Nei celebri dipinti tardo quattrocenteschi ‘Altar for Najera’ di Hans Memling conservati al museo di Anversa o negli ‘Angeli musicanti’ di Melozzo da Forlì alla Pinacoteca Vaticana, sono raffigurati degli angeli nell’atto di suonare un piccolo liuto a plettro. Assieme a molti altri strumenti, illustrati nelle famose cantigas di Santa Maria, il liuto era stato introdotto nella penisola iberica durante il periodo arabo. Conosciuto come al-ʿūd, termine dal quale pare derivare il nome europeo, è stato modificato aggiungendo tasti in budello legati al manico e utilizzato inizialmente per l’esecuzioni di parti monodiche. Lo strumento suonato potrebbe essere anche una mandola, citata anche da Langwill nel suo articolo sugli angeli presenti all’interno della cappella. Differenza tra mandola e liuto è il cavigliere ad angolo ottuso con il manico e non ad angolo retto o quasi. Informazioni più dettagliate riguardo questo strumento appartengono ad un periodo successivo, ma lo troviamo illustrato già nelle tavole del ‘Musica instrumentalis deudsch’ (1528) di Martin Agricola, con il nome di quintern

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Fig.6 – Liuto e quintern, ‘Musica instrumentalis deudsch’ , Martin Agricola. Dall’immagine si può notare chiaramente la differenza fra i due caviglieri.

* NB: Con il termine mandola oggigiorno si fa riferimento allo strumento accordato una quinta sotto al mandolino napoletano. Questo tipo di mandola fa parte di un ultreriore sviluppo avvenuto durante il XVIII-XIX sec.

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