Una borsa di studio per il repertorio mandolinistico del ‘700

Scozia 2017, sono in Erasmus presso la Edinburgh University e durante il corso di storia degli strumenti musicali comincio una ricerca sulla musica del Settecento. Quella musica che esula dai libri a stampa e sopravvive solo grazie a manoscritti dislocati per biblioteche e collezioni private. In particolare, rimango affascinato dalla musica per alcuni strumenti che oggigiorno sono quasi del tutto scomparsi.

Il mandolino, nel nostro immaginario comune, ha la forma tipica del napoletano, con manico stretto e quattro corde doppie in metallo. Ma è sempre stato così? Ricercare le origini di questo strumento diventa un’operazione via via più complessa, ma senza andare troppo indietro nel tempo scopriamo un Italia fatta di tanti mandolini diversi fra loro.

Per iniziare a ricomporre alcune tessere di questo mosaico ho ricevuto un grande aiuto dall’associazione Friend’s of St Cecilia’s Hall and Museum di Edimburgo, con una borsa di studio dedicata alla ricerca su manoscritti per mandolino.

L’indagine sulle fonti musicali risulta fondamentale per poter ricondurre gli strumenti dell’epoca alla loro accordatura e repertorio. Grazie a questa borsa è stato possibile richiedere copie digitali da biblioteche di tutta Europa, iniziando a catalogare le musiche per mandolino del primo Settecento.

Qui sotto trovate un mio breve articolo di ringraziamento all’associazione uscito sulla rivista Soundboard dell’inverno 2017.

Mandolin repertoire research the modern way – Federico Filippi Prévost de Bord, Soundboard, No. 34 Winter 2017, pp.14-15

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